Palermo, agguato ad un esponente di Fn. Lo sdegno dei quotidiani di destra

Sale la tensione. Questa volta il teatro dello scontro è la centralissima via Dante di Palermo.  Ieri pomeriggio, Massimo Ursino, segretario locale di Forza Nuova, è stato legato mani e piedi e picchiato selvaggiamente da quattro, forse sei soggetti vestiti di nero che lo avrebbero accerchiato. Nella squadra dei picchiatori ci sarebbe stata anche una ragazza che ha ripreso con il telefonino il pestaggio, pubblicandolo poi su YouTube.

 

Il Giornale d’Italia. SE QUESTO E’ ANTIFASCISMO. Ancora un’ aggressione. Perché l’ asticella dello scontro va alzata, il senso di impunità che pervade certi ambienti incoraggia azioni come quella di ieri a Palermo. Dove un uomo è stato bloccato, legato mani e piedi e pestato a sangue da alcune persone con il volto coperto da sciarpe nella centrale via Dante, a Palermo. Portato in ospedale da un’ ambulanza, la persona aggredita, Massimo Ursino, è stata curata contusioni al volto e una ferita alla testa. La matrice dello’ agguato potrebbe essere però politica: Ursino è responsabile provinciale di Forza Nuova e anche a Palermo tra scritte e messaggi sui social le minacce degli antifascisti negli ultimi tempi si erano fatte più fitte. Secondo le prime, il dirigente di Forza Nuova, titolare di un laboratorio di tatuaggi nella vicina via Marconi, sarebbe stato accerchiato da una mezza dozzina di persone, vestite di nero e con i volti coperti da sciarpe o da passamontagna; è stato legato con del nastro da imballaggio e picchiato a sangue. Qualcuno degli aggressori, durante il vile pestaggio, ha anche filmato tutto con un telefonino.

 

 

 

Il Giornale. LA RIVENDICAZIONE. Non di scontri questa volta si è trattato, ma di quella che sembra una vera e propria spedizione punitiva che arriva mentre il clima è rovente per l’ imminente arrivo per un comizio del leader di Forza Nuova Roberto Fiore, sabato prossimo. L’ esponente di Forza Nuova è stato circondato da cinque o sei persone, vestite di nero e coi volti coperti da sciarpe e passamontagna. A picchiarlo sarebbero stati in quattro, indicati da alcuni testimoni. Il pestaggio è stato ripreso da un telefonino. E in serata il video del massacro è stato inviato via mail al sito PalermoToday. Con tanto di rivendicazione non firmata da alcuna sigla ma inquietante: «Sul territorio palermitano esiste chi ripudia il fascismo e non ha timore di lottare per bloccarlo e schiacciarlo, a partire da questi protagonisti del forzanovismo», recita un passaggio. E ancora: «Palermo è antifascista nelle pratiche e nella quotidianità di chi la vive. A Palermo non c’ è spazio per il fascismo». Clima tesissimo, dunque. Anche a Palermo si sta ripetendo il copione già visto in altre città, con le associazioni mobilitate contro l’ iniziativa politica di sabato e che chiedono al prefetto di non concedere spazi.

 

 

Il Tempo. I MANDANTI MORALI. Per Giuseppe Provenzale, vicesegretario nazionale e dirigente palermitano, non ci sono dubbi sulla matrice politica del pestaggio: violenza antifascista. «Massimo è cosciente, è lucido ma stanno effettuando tutti gli accertamenti, dato che è stato colpito violentemente alla testa – spiega a Il Tempo -. Non c’ è dubbio sulla natura di questo atto. Questa vile aggressione si innesta con quella del giorno prima sotto casa di un nostro esponente e candidato». Una situazione, questa di Palermo, che vede da mesi diverse forze di destra sotto attacco: «È un clima innestato unilateralmente da questa gente che agisce nella più totale impunità – continua Provenzale -.Qualche mese fa il negozio di Ursino è stato oggetto di un attentato e recentemente un’ altra associazione di destra è stata assaltata sempre da un gruppo a volto coperto». A questo punto chiediamo – prendendo in prestito la chiave di lettura utilizzata dalla sinistra per i fatti di Macerata – se esistano o meno i “mandanti morali” di questa aggressione. «Certo, i mandanti morali sono tutti quegli antifascisti istituzionali, il Pd, Grasso, Boldrini ma anche lo stesso sindaco di Palermo, che hanno strumentalizzato l’ evento di Macerata per dare il là alla caccia al ragazzo di destra – conclude -. Poi c’ è chi è passato, purtroppo, dalle parole ai fatti».

 

Libero. SONO TORNATI GLI ANNI ’70. A furia di aizzare le folle agitando lo spauracchio di un fascismo immaginario, delle “squadracce” di Farinacci e della democrazia in pericolo, è finita che a farne le spese è stato uno dei cosiddetti “fascisti”. In effetti, l’ aggressione a Massimo Ursino – responsabile provinciale di Forza Nuova a Palermo – ci riporta a un passato squadrista che credevamo di avere consegnato ai libri di storia. Insomma, una spirale crescente di rancore e diffidenza, arrivata al suo culmine ieri pomeriggio, quando Fn aveva diramato un comunicato di risposta al “Forum antirazzista” di Palermo (sottoscritto da una ventina di sigle, tra cui l’ Anpi) che aveva inviato una lettera a questore, prefetto e sindaco chiedendo di impedire lo svolgimento del comizio di Fiore, previsto per sabato prossimo. «Al di là del presunto “pericolo fascista”, questa campagna elettorale – si legge nel comunicato dei militanti di estrema destra, rivelatosi profetico – è evidentemente contrassegnata dalla intimidazione costante, esercitata in forme diverse da sinistre istituzionali e centri sociali nei confronti di chi non la pensi come loro. Non vogliamo un ritorno al clima degli anni ’70/’80, ma non è nostro costume tirarci indietro se è questo che si vuole: l’ importante è che si rispettino proporzioni numeriche onorevoli». Infine il pestaggio che ha insanguinato le strade di Palermo. Una brutta pagina, dove il fervore ideologico è riuscito a risvegliare pericoli che credevamo ormai sepolti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su